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Lun–Ven 10:00–13:00 · 15:00–18:00 · Sab 10:00–13:00
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cosa include l’evento
(Max 700 posti in teatro)
3 giorni immersivi a tema
9 relatori di altissimo profilo
Musica dal vivo con cantautrice e performance sonore
Cornice unica: Teatro storico dell’Ottocento
Posto riservato in Platea o Palchi
5 Workshop esperienziali inclusi come BONUS (su prenotazione)
Accesso al Talk Show Finale
Pagamento agevolato in 3 rate – PayPal / Stripe
IL PROGRAMMA
16 ore di percorso tra dialoghi workshop ED ESPERIENZE
venerdì 8 maggio 2026
Coscienza, psiche e risonanza
Dalla trasformata di Fourier ai processi della psiche, dove materia, emozione e coscienza hanno origine.
14.00–15.30 — Filippo Biondi
15.30-16.30 — Patrik Costamagna
16.30-18.30 — Francy Impallari De Granet (Film)
18.30-19.00 — Michele Guandalini
WORKSHOP
sabato 9 maggio 2026
Coerenza dell’acqua e sinfonia dell’Universo
Coscienza, vita e musica tra frequenza e informazione
12.30-13.00 — Roberta Giallo
15.00-17.00 — Corrado Malanga
17.00-18.30 — Michele Guandalini
WORKSHOP
domenica 10 maggio 2026
La realtà oggettiva ed istruzioni per l’essere
La realtà è un processo di autocoscienza. Strutture matematiche, ruoli incarnati e centri di identità non locali.
16.00–18.00 — Carlo Ventura
WORKSHOP
(Max 700 posti in teatro)
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domande frequenti
il racconto delle 3 giornate
8 maggio 2026 (1° giorno)
Coscienza, psiche e risonanza
Dalla trasformata di Fourier ai processi della psiche, dove materia, emozione e coscienza hanno origine.
Viviamo immersi in segnali, onde, frequenze.
Eppure siamo stati educati a pensare la realtà come fatta di oggetti separati, statici, solidi.
La scienza contemporanea sta mostrando un’immagine diversa: sotto la superficie della materia si estende un mondo di vibrazioni, trasformazioni e armonie invisibili.
La coscienza stessa, uno dei misteri più profondi della conoscenza umana, può essere riletta come un processo di trasformazione dell’informazione.
Come un operatore matematico capace di scomporre la complessità del reale in frequenze elementari, integrandole in un’esperienza coerente.
La Trasformata di Fourier, strumento fondamentale della fisica e delle telecomunicazioni, diventa così una chiave concettuale per comprendere come osserviamo, interpretiamo e “facciamo collassare” la realtà. Ma questi principi non restano confinati alla teoria. Nel cuore dei sistemi viventi, le cellule comunicano attraverso segnali meccanici, elettrici, elettromagnetici e biofotonici. La vita si manifesta come una vera e propria sinfonia biofisica, in cui frequenze e campi guidano la forma, la funzione e la rigenerazione dei tessuti.
È un codice morfogenetico che precede e orienta l’espressione genica, aprendo nuove prospettive per la medicina rigenerativa e per una visione integrata dell’essere umano.La musica, infine, rende tutto questo immediatamente percepibile.
Una singola nota – il La che accorda un’orchestra – racchiude una scelta culturale, storica e vibrazionale. Accordarsi significa entrare in relazione.
Cambiare frequenza significa cambiare esperienza. Il dibattito tra 440 Hz e 432 Hz non è solo tecnico, ma tocca il modo in cui il suono risuona nel corpo, nelle emozioni e nella coscienza.
Questa giornata nasce per mostrare che matematica, biologia e musica non sono mondi separati, ma linguaggi diversi di una stessa realtà vibrante.
Un invito ad ascoltare l’armonia nascosta che attraversa la mente, la vita e il suono.
Un’esperienza che unisce rigore scientifico e sensibilità umana, perché comprendere la realtà, in fondo, significa anche imparare ad accordarsi con essa.
9 maggio 2026 (2° giorno)
Coerenza dell’acqua e sinfonia dell’Universo
Coscienza, vita e musica tra frequenza e informazione
Da secoli la scienza ha guardato all’acqua come a una sostanza semplice, uniforme, priva di una struttura interna significativa. Eppure oggi, nel cuore della ricerca più avanzata, questa visione sta cambiando radicalmente.
L’acqua non è solo un solvente: è un sistema complesso, dinamico, capace di organizzarsi in domini di coerenza dove milioni di molecole si muovono all’unisono, come un unico organismo quantistico. In questa architettura bifasica si nascondono le chiavi delle sue straordinarie proprietà fisiche, chimiche e biologiche e forse anche quelle dei processi vitali stessi.
Ma se l’acqua è capace di organizzare energia e informazione a livello molecolare, cosa accade quando questo stesso principio si manifesta nei sistemi viventi e nella psiche umana? Attraverso l’accesso a stati profondi, l’esperienza soggettiva può riorganizzarsi e sciogliere schemi, trasformare sintomi. È qui che scienza, psicoterapia e dimensione spirituale iniziano a dialogare, suggerendo una visione della guarigione come riallineamento dell’informazione e dell’energia.
L’acqua, elemento primordiale, attraversa silenziosamente ogni passaggio di questo processo. È il primo ambiente in cui la vita prende forma , il liquido amniotico, l’acqua costituisce la maggior parte del nostro corpo. Non solo materia, ma memoria vibrante: capace di risuonare con suoni, emozioni e stati interiori. Dalle ricerche sulla memoria dell’acqua, emerge una visione in cui le frequenze modellano la materia e influenzano profondamente il vissuto emotivo. Una prospettiva che trova eco anche nei linguaggi simbolici più antichi, come l’astrologia, dove l’energia dell’Acqua rappresenta la dimensione dell’inconscio, dell’origine e della totalità.
Il segno dei Pesci, ultimo e primo nello Zodiaco, incarna questa soglia: il luogo in cui gli opposti non si annullano, ma si tengono insieme. Come due correnti che si intrecciano nell’oceano, la coscienza matura quando riconosce di essere parte di un’unità più ampia.
Questa giornata nasce per esplorare proprio questo territorio di confine: dove la fisica incontra la biologia, la clinica dialoga con la coscienza, e il simbolo diventa una mappa per comprendere l’esperienza umana.
Un viaggio nell’acqua. Un viaggio dentro di noi.
“Comprendere l’acqua significa comprendere il modo in cui energia, informazione e coscienza creano la vita.”
10 maggio 2026 (3° giorno)
La realtà oggettiva ed istruzioni per l’essere
La realtà è un processo di autocoscienza. Strutture matematiche, ruoli incarnati e centri di identità non locali.
E se l’universo non fosse un oggetto da osservare, ma un processo che si sta conoscendo?
Le ricerche più avanzate, nei territori di confine tra matematica, fisica, filosofia e medicina, stanno mettendo in discussione l’idea di una realtà puramente meccanica. Sempre più indizi suggeriscono che ciò che chiamiamo “cosmo” sia strutturato come un linguaggio: fatto di istruzioni, sequenze, risonanze.
In questa prospettiva, persino i numeri primi, da sempre considerati entità astratte ed eterne, possono essere riletti come atti di differenziazione della Coscienza. Non semplici oggetti matematici, ma nodi indivisibili che scandiscono il tempo, generano lo spazio e costruiscono la trama stessa dell’universo. Il reale emerge così come un poema numerico in divenire, in cui l’eternità si filtra attraverso il tempo.
Ma questa architettura cosmica non resta lontana dall’esperienza umana. Se la realtà è un processo, allora anche ciò che chiamiamo “persona” potrebbe non essere la nostra vera identità, ma un ruolo: un’interfaccia attraverso cui una coscienza non locale fa esperienza del mondo. La distinzione tra mondo visibile e mondo invisibile, tra scena e retroscena, attraversa la storia del pensiero e oggi torna con forza, offrendo una chiave per comprendere la paura, la morte e il senso stesso dell’incarnazione. È nel corpo, però, che queste idee diventano concrete. I fenomeni post-trapiantali, le memorie che sembrano migrare con un organo, le trasformazioni interiori improvvise, pongono domande che la medicina tradizionale fatica a contenere. Il cuore si rivela non solo come pompa biologica, ma come centro di risonanza, luogo di identità e di coscienza. Un ponte tra il visibile e l’invisibile.
Questa giornata nasce per esplorare queste soglie.
Non per offrire certezze consolatorie, ma per creare uno spazio di dialogo tra scienza rigorosa, filosofia profonda ed esperienza umana autentica. Un invito a guardare la realtà non come qualcosa che accade “fuori”, ma come un processo di cui siamo parte attiva.
In un’epoca segnata dalla frammentazione e dal rumore, tornare al cuore – matematico, simbolico, umano – diventa un atto di conoscenza e di responsabilità.
Perché forse la domanda più importante non è solo capire come funziona l’universo, ma chi è che sta facendo esperienza attraverso il nostro corpo!